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Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Tennis, uno sport che in Italia coinvolge oltre un milione e seicentomila praticanti. Nelle Marche i circoli sono oltre 140 e i tesserati federali oltre 20.000. Ma quali sono le patologie più ricorrenti nel giocatore di tennis? Lo abbiamo chiesto al dott. Antonello Pelati, specialista in Ortopedia e Traumatologia che da oltre trent’anni si occupa anche di traumatologia dello sport. Le noie di chi pratica questa disciplina, sono date solo dal gomito del tennista, o c’è di più? Direi che c’è molto  ma molto di più. Il tennista di frequente lamenta dolore, oltre che al gomito, alla spalla, al polso, alla mano, alle anche, alle ginocchia, alle caviglie, ai piedi e perfino alla schiena. Un esempio la distorsione di caviglia che è costata a Sinner la partita contro Rune a Sofia… Esatto. Le caviglie sono estremamente sollecitate dai continui cambi di posizione e di rotazione così come le ginocchia. Si possono verificare strappi, stiramenti o lesioni più importanti che a volte richiedono anche l’intervento chirurgico. A volte ci si imbatte anche nella rottura del Tendine di Achille, che di solito avviene a seguito di una lenta degenerazione dei tessuti… Ma anche le lesioni di spalla non scherzano… Le patologie della spalla sono molto frequenti e costringono spesso a lunghi periodi di riposo e, anche in questo caso, a volte si rende necessario intervenire chirurgicamente. Cosa che accade anche per tutto il resto dell’arto superiore: dal cosiddetto gomito del tennista, tecnicamente epicondilite, che spesso arriva con l’infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori, fino ad arrivare alla sindrome del tunnel carpale, o quella di De Quervain, passando attraverso le varie microfratture da stress… Insomma i tennisti non si fanno mancare nulla? Direi di no: molti di essi accusano spesso lombalgie persistenti, soprattutto quando l’età avanza. Lei tratta sia chirurgicamente che conservativamente tutte queste lesioni, ma se dovesse dare un consiglio sulla prevenzione? Il primo consiglio è quello di rinforzare tutta la muscolatura praticando anche altri sport. Vanno bene ad esempio, il nuoto o la bicicletta, ma anche un buon personal trainer, possibilmente che sia anche chinesiologo e posturologo, che in palestra consigli gli esercizi più adatti considerando non solo il tipo di movimento ma anche il momento in cui si trova l’atleta e gli impegni sportivi che deve affrontare. Poi è fondamentale fare stretching e un buon riscaldamento prima dell’allenamento o della competizione e, ultimo ma non meno importante, scegliere delle ottime calzature e se necessario, sempre grazie al posturologo, e l’analisi computerizzata del passo, aiutarsi con plantari studiati proprio per gli atleti.

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